Rome Art Week compie undici anni con mille soggetti e 200 sedi

Il fondatore di Menexa racconta come un progetto pro bono sia cresciuto fino a coinvolgere centinaia di sedi e a puntare a Venezia e Torino.

 Figura gigante di spalle regge un filo rosso legato a cornici vuote che salgono nel cielo, vicino a un archivio.
Un archivio diffuso tiene insieme l’arte che Roma produce e spesso lascia partire.
Indice dei contenuti

Massimiliano Padovan Di Benedetto ripercorre i primi undici anni della Rome Art Week, nata nel 2016 per dare a Roma un’identità nell’arte contemporanea. Con iscrizioni automatizzate, un archivio di oltre 4.000 schede e il sostegno dell’assessorato capitolino, il progetto guarda ora a un database europeo degli artisti.


Un progetto pro bono nato nel 2016 per dare un’identità a Roma

Oltre 1.000 soggetti coinvolti fra artisti, imprese e organizzatori e più di 200 strutture ospitanti. Roma preparati perché, se queste sono le premesse, l’undicesimo capitolo della Rome Art Week si preannuncia scoppiettante.

Il fondatore e direttore di Menexa, Massimiliano Padovan Di Benedetto, società organizzatrice della RAW, manifestazione diffusa dedicata all’arte contemporanea, è noto al pubblico ma soprattutto agli addetti ai lavori per essere l’uomo che da anni coordina artisti, imprese e spazi pubblici per regalare a Roma una settimana all’anno ricca di eventi culturali e spettacoli.

Un progetto iniziato nel 2016 e che sta, grazie al supporto del Comune di Roma e al patrocinio di numerose istituzioni e imprese, collaborando con artisti di tutta Italia per esporre le firme del nostro Paese agli appassionati di tutto il mondo.

"Massimiliano Di Benedetto, 11 anni di Raw, come nasce questo progetto e cosa rappresenta oggi per voi e per la città?"

"È un progetto pro bono, nel quale nessuno paga per partecipare. Questo significa che si parla di passione allo stato puro. Io e i miei soci nel 2016 ci siamo resi conto che Roma non aveva un’identità propria sotto il profilo dell’arte contemporanea. In quegli anni abbiamo compreso di essere di fronte ad una situazione paradossale. Roma, infatti, è la città con la maggiore produzione di arte contemporanea. Questa però non rimane nella capitale ma viene venduta altrove".

"E quando avete capito che era il momento di cambiare?"

"Ci siamo resi conto che avevamo il compito di cambiare direzione nel 2016. Abbiamo iniziato con una piccola mostra a Via di Montoro. Da lì ci siamo estesi rapidamente a tutta Roma ed è nata la Rome Art Week. Un progetto nato anche e soprattutto per ripensare il ruolo di Roma nei confronti del turismo".

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La Rome Art Week nasce nel 2016 da una piccola mostra a Via di Montoro per trattenere a Roma l’arte contemporanea che la città produce, e oggi coordina circa mille soggetti e duecento luoghi ospitanti con un sistema di iscrizione via Web.

Mille soggetti coordinati con un’iscrizione automatizzata via Web

"Sono circa 1.000 i soggetti coinvolti fra artisti, spazi e istituzioni. Come è possibile per voi coordinare una rete così vasta di identità?"

"Sono circa 200 solamente i luoghi ospitanti divisi fra espositori, gallerie e istituzioni e 50 i curatori. Ogni anno i soggetti sono obbligati ad iscriversi a questa manifestazione per partecipare. E la gestione di questo enorme flusso di dati è semplificata da un processo automatizzato via Web che consente anche di velocizzare un flusso cospicuo di dati. È compito, poi, dei responsabili approvare o meno l’iscrizione del soggetto richiedente".

Raw consiglia e Raw Proximity guidano i visitatori

"Sul vostro sito c’è anche la sezione “Raw consiglia”. Se ci fosse una sezione “di Benedetto consiglia”, lei farebbe le stesse scelte o aggiungerebbe qualcosa?"

"Io sono super partes quindi non posso suggerire nulla. Raw però compie già una selezione nel momento in cui decide chi ammettere o meno all’esposizione. Esiste, poi, anche una Web App di esperti e professionisti che danno giudizi sui partecipanti all’evento consigliando e suggerendo i visitatori. Ed è grazie a questi contributi che riusciamo a generare la sezione “Raw consiglia” sul nostro sito. È un processo che in alcuni casi semplifica notevolmente la vita di artisti emergenti che possono essere messi in risalto da esperti in maniera gratuita e democratica".

"Un’altra sezione che mi sento di consigliare è la “Raw Proximity” che, grazie alla localizzazione, in ogni momento è in grado di rintracciare gli eventi più vicini al dispositivo elettronico dal quale si sta navigando".

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Le sezioni Raw consiglia e Raw Proximity orientano i visitatori, e l’archivio di oltre 4.000 schede punta a un database italiano ed europeo degli artisti, con Venezia e Torino come prossime tappe.

Il supporto dell’Assessorato ai grandi eventi e al turismo

"Quanto ha collaborato la giunta capitolina nel facilitare l’esposizione delle mostre?"

"Fino a questa amministrazione la giunta è stata completamente inesistente. La presente giunta, invece, si è resa conto di quanto la Rome Art Week significhi per il turismo nella capitale. In particolare, l’Assessorato ai grandi eventi e al turismo ci supporta dandoci visibilità e manifesti".

Un archivio di 4.000 schede e l’espansione a Venezia e Torino

"Abbiamo parlato di passato e abbiamo parlato di presente. Dove si proietta la Rome Art Week nel futuro?"

"Gestiamo un archivio di oltre 4.000 schede fra artisti ed esposizioni consultabile sul sito. Questo perché abbiamo capito che il vero valore di questi sette giorni sta nella mappatura degli artisti che viene fatta, e che rimarrà per sempre sul nostro sito, più che nell’evento in sé. E questo dà la possibilità anche agli artisti meno blasonati di esprimersi e di apparire. Per quanto riguarda il futuro abbiamo il progetto di espanderci a breve alla Biennale di Venezia. Il prossimo anno saremo poi presenti sicuramente a Torino. L’obiettivo è creare un vero e proprio database italiano e, poi, europeo degli artisti".


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Fonti

  1. Rome Art Week
  2. Roma Capitale
  3. Turismo Roma
  4. La Biennale di Venezia

© Riproduzione riservata

Autore

Niccolò Fabretti
Niccolò Fabretti

Giornalista pubblicista, scrittore ed esperto in comunicazione social

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